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BRUNEL DA L'AQUILA: CERCHERO' OVUNQUE

“Non voglio tenere sotto osservazione solo le squadre di alto livello, come quelle di Celtic League, ma anche la ’base’ del rugby italiano”. E così dopo aver fatto visita alla Lazio e all’Accademia, oggi il neo Ct azzurro Jacques Brunel è stato ospite dell’Aquila Rugby che ha effettuato un team-run sul campo di Paganica (L’Aquila).
”Lo avevo promesso – ha continuato Brunel – al coach neroverde Massimo Di Marco, dopo aver assistito alla gara Reggio Emilia-L’Aquila, che sarei venuto a vedere l’allenamento della sua squadra”. Poi ha aggiunto: ”Il team manager dell’Italrugby Gino Troiani è dell’Aquila e lui mi ha detto che se non venivo qui non potevo capire il rugby italiano”.
È intervenuto Troiani che ha affermato di “aver fatto solo una battuta”.
Alla domanda su cosa si aspetti di vedere dalle visite ai club, Brunel ha risposto: ”Spero di vedere qualche giovane interessante che possa essere utile nei prossimi anni. Non conosco bene tutto il mondo rugbistico italiano, ma credo che stia crescendo”. (…)
Oltre alle formazioni del campionato d’Eccellenza, Brunel farà visita anche alle squadre di serie A. Intanto domani assisterà al match Reggio Emilia-Crociati Parma e domenica Calvisano-Rovigo.(…)

L'articolo completo lo trovate qui:
http://www.abruzzoweb.it/contenuti/italrugby-il-ct-brunel-in-visita-allaquila-sono-alla-ricerca-di-giovani-interessanti/41534-8/

NON BASTA AL GALLES L'ULTIMO SHANE WILLIAMS, VINCE L'AUSTRALIA

L’ultima gara con la sua nazionale del grande Shane è “bagnata” dalla sua 58a meta, ma al Galles non è sufficiente per aver ragione di un’Australia che se ai Mondiali avesse giocato così… O’Connor sempre più padrone della maglia numero 10 dei wallabies.

For Wales:
Tries: Priestland, Williams
Con: Biggar
Pen: Priestland 2

For Australia:
Tries: Genia, Turner, Barnes
Con: O’Connor
Pen: O’Connor 3

Wales: 15 Leigh Halfpenny, 14 George North, 13 Scott Williams, 12 Jamie Roberts, 11 Shane Williams, 10 Rhys Priestland, 9 Lloyd Williams, 8 Toby Faletau, 7 Sam Warburton (c), 6 Dan Lydiate, 5 Ian Evans, 4 Bradley Davies, 3 Scott Andrews, 2 Huw Bennett, 1 Gethin Jenkins.
Replacements: 16 Matthew Rees, 17 Ryan Bevington, 18 Ryan Jones, 19 Justin Tipuric, 20 Tavis Knoyle, 21 Dan Biggar, 22 Alex Cuthbert.

Australia: 15 Adam Ashley-Cooper, 14 Lachie Turner, 13 Anthony Fainga’a, 12 Berrick Barnes, 11 Digby Ioane, 10 James O’Connor, 9 Will Genia, 8 Ben McCalman, 7 David Pocock, 6 Scott Higginbotham, 5 Rob Simmons, 4 James Horwill, 3 Salesi Ma’afu, 2 Tatafu Polota-Nau, 1 James Slipper.
Replacements: 16 Stephen Moore, 17 Ben Alexander, 18 Nathan Sharpe, 19 Radike Samo, 20 Ben Lucas, 21 Ben Tapuai, 22 Nick Phipps.

Referee: Jonathan Kaplan
Assistant referees: Dave Pearson, Jérôme Garces
TMO: Geoff Warren

fonte:http://ilgrillotalpa.com

MOVEMBER ANCHE PER LE DONNE, IN UN MODO ASSAI PARTICOLARE

E' più che chiaro che Movember sia un evento che, nell'arco del mese di Novembre, pubblicizzi e metta quante più persone possibile a conoscenza della ricerca avviata da anni nei confronti del cancro alla prostata.
Beh, anche le ragazze possono "dare" una mano, nel vero senso della parola, il 18 Novembre, qualora lo ritengano giusto, divertente o chissà.
La testimonianza arriva tramite un video in cui alcune promoter del movimento, le MoSis (Moustache's Sisters) si apprestano a far conoscere anche all'universo femminile questo fenomeno che può colpire gli uomini di ogni età, con una mossa curiosa, anche discutibile per chi ha una tempra morale esagerata. Il video di seguito spiega tutto e, anche se in inglese, sarà sicuramente comprensibile il messaggio.

Vittorio Cicalese
10/11/2011

BAFFI CONTRO IL CANCRO ALLA PROSTATA

Nato nel 1999 ad Adelaide in Australia, Movember è un progetto internazionale che viene celebrato ogni anno in giro per il mondo per tutto il mese di Novembre: per trenta giorni d’autunno si rinuncia al rasoio e ci si fanno crescere i baffi, come modo per chiamare l’attenzione su una causa molto importante, il cancro alla prostata maschile.
La campagna ha come obiettivo quello di aumentare la consapevolezza e i fondi per la lotta contro il tumore alla prostata, sensibilizzare l’opinione pubblica su questa malattia: in generale si vuole cambiare la maniera di pensare dell’uomo e incitare alla prevenzione, alla cura e all’attenzione per la propria salute.

Il link ufficiale dell'evento è il seguente:
http://ex.movember.com/
Basta registrarsi e mandare la foto dei propri baffi durante o entro la fine del mese di Novembre, magari anche insieme a qualche donazione, che è il vero obiettivo della campagna.
Aiutiamo questo fenomeno simpatico per la conoscenza di una malattia maschile abbastanza diffusa!

Vittorio Cicalese
3/11/2011

LE 200 CANDELINE DI "DINGO" WILLIAMS

Comunicato Stampa Benetton Treviso Rugby

E’ stata una giornata assolutamente da ricordare quella del 29 ottobre 2011 per il trequarti australiano del Benetton Treviso, Brendan Williams, che ha tagliato il personale traguardo di 200 presenze in biancoverde. Dopo l’ingresso dei Dragons, il Dingo trevigiano è entrato in campo in solitaria, accompagnato dalla figlia Chanel, giocatrice in erba nell’Under 6, e da una lunga standing ovation.
Dietro di lui, tutta la squadra, con ogni singolo giocatore che ha voluto abbracciare il folletto di Randwick, piccolo ma significativo gesto di stima per una grande carriera.
Il Vice-Presidente del Benetton Rugby, Alfonso Fuselli, ha premiato il giocatore con una speciale maglia con data, nome e la scritta 200 presenze.
Dingo si presenta in campo anche con un paio di scarpette speciali, con scritto il suo soprannome, il numero di partite e con la bandiera australiana.
Nemmeno il tempo di gioire, che subito il pronti-via dell’arbitro Lacey sancisce l’inizio delle ostilità e così anche l’ennesimo Brendan Williams show. Molti palloni toccati, entrando in diverse azioni da meta, ma soprattutto due marcature personali, una meglio dell’altra. Prima un calcio di punizione battuto velocemente partendo dai 22 e arrivando fino in fondo, resistendo anche a diversi placcaggi avversari. Poi una finta e uno slalom nella difesa gallese, dopo un’azione cominciata dalla stessa ala. Terza meta del XV della Marca, che sul 21-0 ipoteca il match, chiuso poi sul 50-24.

I giornalisti accreditati non ci pensano nemmeno troppo e così Williams colleziona il terzo premio per il man of the match della stagione in corso, consegnato dal Dottor Luca Serena, export manager di Vinicola Serena, fornitore ufficiale del Benetton Rugby. Terzo tempo fatto di brindisi e sorrisi, con la compagnia ancora una volta della figlia, ma anche della moglie e di tanti amici, vecchi e nuovi.
Alle 19:30 presso la club house, inizia però la vera festa. Una grande grigliata gestita da Ignacio Fernandez Rouyet e dall’ex Dion Kingi, porta sulle tavole imbandite ogni prelibatezza di carne possibile. Ci si ferma solo per la consegna di un regalo organizzato dalla squadra e consegnato da capitan Antonio Pavanello. Il pacchetto cade di mano a Brendan e in molti tremano, ma l’opera artistica in cristallo del maestro Varisco è intatta. Un bel pallone con piedistallo con scritta a ricordare l’evento, che il trequarti australiano alza mostrando ai presenti con infinito orgoglio.
Franco Smith prende la parola e la moglie Tania presenta un mazzo di fiori alla moglie di Brendan, Natalie, perchè dietro ogni grande uomo, c’è sempre una grande donna.
Intanto i bambini scorazzano liberi per la sala, giocando e disegnando, nel pieno clima di gioia che circonda l’ambiente. Non mancano nemmeno i tifosi gallesi che continuano ad innaffiare la serata con fiumi di birra.
Si mangia e si fa festa e alla fine ecco arrivare la torta, ennesimo capolavoro di Tania Smith, con colori biancoverdi, il leone logo della società al centro e attorno il ricordo delle presenze di Williams.
Per la foto ricordo, Dingo chiede di posare con i suoi due allenatori e così, in un ipotetico Tri-Nations, ecco assieme Craig Green, Brendan Williams e Franco Smith. La notte è ancora giovane e si andrà avanti a lungo a festeggiare. Una giornata da ricordare almeno per altre 200 volte.

Fonte: http://ilgrillotalpa.wordpress.com

CIAO SIC!

ALL BLACKS CAMPIONI DEL MONDO! UNA GRANDE FRANCIA CADE 8-7

Il sortilegio è rotto: gli All Blacks sono campioni del mondo! Ci sono voluti ventiquattro lunghissimi anni, ma alla fine la Webb Ellis Cup torna a chi appartiene di diritto, ai neozelandesi. E tutto il Paese, quattro milioni di invasati, è in festa. La Francia è battuta. In finale però - dando tutto e di più - riscatta un torneo a poche luci e tante ombre. Sembrava una partita scontata. E’ stata una battaglia selvaggia durata ottanta minuti, risoltasi in volata, con non più di una meta per parte e un solo punto di scarto (8-7). McCaw e compagni entrano nella storia: nessuno lo meritava di più. E poco importa se all’ultimo atto soffrono le pene dell’inferno.

ANTIGIOCO — Il match è comunque anomalo, condizionato dagli infortuni che già nel primo tempo tolgono di scena entrambe le aperture titolari (Parra dopo 22’, Cruden dopo 34’) e dalla scarsa precisione dei calciatori dalla piazzola. Il finale è la fotografia più sincera: gli All Blacks, negli ultimi quattro minuti, congelano il pallone in mischia, quasi nascondendolo, ai limiti dell’antigioco. Ma che importa? Quel che importa è che down under, adesso, sono ubriachi di gioia. "Non potrei essere più orgoglioso di questi ragazzi - dice a caldo il sempre compassato c.t. neozelandese. Graham Henry, visibilmente commosso alla fine del match mentre si avviava alla premiazione - sono stati superbi".

LA HAKA — Che la Francia non parta battuta, del resto, lo si capisce sin da come si schiera durante la haka. I giocatori, tenendosi per mano, con capitan Dusautoir in punta, formano una «V» e a metà dell’esecuzione si posizionano uno a fianco dell’altro, prendendo ad avanzare verso gli avversari. Gli arrivano proprio vicino, quasi addosso. E’ un buon biglietto da visita, non c’è che dire... E infatti l’avvio è tutto di marca transalpina.

EQUILIBRIO — Gli All Blacks hanno pochi palloni a disposizione, i Bleus sono incisivi in touche. Ma al 14’, proprio da rimessa laterale, sono i padroni di casa a passare: Mealamu introduce, Kaino sale in cielo, raccoglie al volo e lancia l’accorrente Woodcock. Il pilone corre come una saetta per una decina di metri e deposita indisturbato. La Nuova Zelanda, col vantaggio, trova anche il gioco. Il problema è che Weepu, dalla piazzola, non è proprio in giornata. Commette tre errori consecutivi in 26’. Ciò nonostante, la Francia sembra accusare, è schiacciata nella propria metà campo, manca di continuità, ma si riprende in fretta: la parte finale del primo tempo è tutta sua. Perchè gli All Blacks, perso Cruden, smarriscono la bussola.

TERRORE — All’inizio della ripresa Henry cambia calciatore: tocca a Donald, la quarta scelta a numero 10. Il suo tentativo è semplice e regala ai suoi un minimo di tranquillità (8-0). Dura pochissimo, perché un paio di azioni dopo la Francia è in meta. L’azione parte da un ruck a centro campo. Avanzano in tanti, più di tutti Rougerie, poi c’è Servat sul lato sinistro, un altra ruck, una nuova riapertura, una serie di passaggi fino a che è Dusautoir, il monumentale Dusautoir, mvp del match, a trovare il buco e ad accorciare. Con la trasformazione di Trinh-Duc si va sull’8-7. All Blacks e tifosi sono terrorizzati, paralizzati. Weepu - lento e impacciato - lascia il posto a Ellis. Mancano i riferimenti. La Francia spinge. Ha la meglio anche in mischia. I kiwi restano lontanissimi dai 22 avversari.

IL TRIONFO — Al 23’ Trinh-Duc, con un piazzato centrale da circa 48 metri, ha addirittura l’occasione del sorpasso. Non la sfrutta. Il finale è acido, duro, cruento, infinito. Gli All Blacks ci mettono la faccia e l’orgoglio. Gli ultimi minuti non sono spettacolari, ma intensissimi. E sul fischio conclusivo del sudafricano Craig Joubert (col romano Giulio De Santis Tmo) si scatena la bolgia. Finisce con Richie McCaw a ricevere la Coppa, sullo stesso prato sul quale 24 anni fa la ricevette David Kirk. E’ un cerchio che si chiude. C’è anche spazio per un’altra haka, spontanea, lungo un lato del campo. La festa durerà giorni.

IL TABELLINO — NUOVA ZELANDA-FRANCIA 8-7

MARCATORI: p.t. 14’ m. Woodcock; s.t. 5’ c.p. Donald, 8’ m. Dusautoir tr. Trinh-Duc.

NUOVA ZELANDA: Dagg; Jane, Smith, Nonu (36’ s.t. S.B. Williams), Kahui; Cruden (34’ p.t. Donald), Weepu (9’ s.t. Ellis); Read, McCaw (cap.), Kaino; Whitelock (9’ s.t. A. Williams), Thorn; O. Franks, Mealamu (9’ s. t. Hore), Woodcock. All. Henry.
FRANCIA: Medard; Clerc (6’ s.t. Traille), Rougerie, Mermoz, Palisson; Parra (12’-17’ e 22’ p.t. Trinh-Duc), Yachvili (36’ s.t. Doussain); Harinordoquy, Bonnaire, Dusautoir (cap.); Nallet, Papé (30’ s.t. Pierre); Mas, Servat (15’ s.t. Szarzewski), Poux (15’ s.t. Barcella). All. Lievremont.
ARBITRO: Joubert (Saf).
NOTE: p.t. 5-0. Gialli: nessuno. Calci: Weepu 0 su 3, Donald 1 su 1 (3 punti); Yachvili 0 su 1, Trinh-Duc 1 su 2 (2 punti). Mvp: Dusautoir.

Fonte: www.gazzetta.it

AUGURI A TE.

Servono degli auguri particolari, oggi.
Gli auguri di una squadra che, l'anno scorso, ha lottato e per poco non ha raggiunto l'ambito traguardo dei play-off per la serie B. Grazie ai mister, grazie alla società, grazie ai giocatori, e soprattutto grazie a TE.
La tua mancanza in campo e fuori, in allenamento e al bar, in partita e al ristorante, si fa sentire sempre di più, e non è facile nasconderla o far finta di niente. Non abbiamo 12 anni, ma avevamo un gran 12 che speriamo ritornerà presto con quel numero sulle sue spalle qui, a Salerno, tra i suoi amici, fratelli e compagni di squadra.
Auguri di cuore, e un ennesimo rinnovato GRAZIE, da parte di tutta la prima squadra, e di tutta la società Salerno Rugby, a Daniele Frangione, di vero cuore.

Vittorio Cicalese
13/10/2011

NASCE IL BLOG DEL SALERNO RUGBY!

Questo sito/blog nasce con l'intento di dar voce a tutti gli appassionati di rugby e non, permettendogli di scrivere articoli/commenti/opinioni riguardanti le partite di rugby alle quali hanno partecipato dal campo o dagli spalti.
Sarebbe bello riuscire ad ottenere il meglio da questo progetto, magari raggruppando vari commenti per ogni partita, provenienti dal campo, dalla panchina e dalle tribune, per poter racchiudere i vari punti di vista e le emozioni di ognuno.
Con la speranza di leggere molti articoli, e di vedere questo sito crescere insieme a voi, vi ringraziamo anticipatamente.

Vittorio Cicalese

10/10/2011